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Il ruolo del neurochirurgo

2026-07-27 09:31

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Il ruolo del neurochirurgo

Le patologie che interessano encefalo, midollo e nervi periferici spesso possono avere bisogno di un intervento chirurgico per la risoluzione del prob

Le patologie che interessano encefalo, midollo e nervi periferici spesso possono avere bisogno di un intervento chirurgico per la risoluzione del problema. L’ampio spettro di malattie che possono colpire queste zone del nostro organismo richiede competenze trasversali e una visione d’insieme che consenta al medico di effettuare una diagnosi precisa. Ne abbiamo parlato con il dottor Matteo Rasi, specialista in Neurochirurgia, che riceve presso il Centro Olos di Velletri.

 

Di cosa si occupa esattamente un neurochirurgo e quali patologie vengono trattate nello specifico presso l’ambulatorio dedicato del Centro Olos di Velletri?

 

Il neurochirurgo è un medico specialista che si occupa di patologie che interessano l’encefalo, il midollo spinale ed i nervi periferici, valutando se il problema ha o meno una risoluzione chirurgica. Nello specifico al Centro Olos ci occupiamo di tutte le patologie che interessano la colonna vertebrale: ernie, stenosi, spondilolistesi, fratture vertebrali, tumori spinali e mielopatie (sofferenze del midollo spinale). Si valutano inoltre patologie di interesse cranico: come tumori cerebrali, aneurismi, idrocefalo, problemi vascolari; e patologie che interessano i nervi periferici: come sindrome del tunnel carpale, problemi del plesso brachiale, neuropatie periferiche.

 

Per chi soffre di dolori cervicali: quali sono le competenze specifiche del neurochirurgo e in quali casi l’approccio chirurgico diventa necessario rispetto a quello conservativo?

 

Il neurochirurgo è lo specialista di riferimento per valutare se il dolore cervicale deriva da un problema che debba essere trattato con un’operazione o sia necessario solo un trattamento conservativo di tipo farmacologico e fisioterapico. L’approccio chirurgico diventa necessario in presenza di deficit neurologici progressivi, compressione midollare o fallimento delle cure conservative dopo 6 settimane, mentre l’approccio conservativo resta la prima scelta nel 90% dei casi.

 

Per i dolori lombari e lombosciatalgia: quando il paziente deve rivolgersi a un neurochirurgo e quali sono le patologie vertebrali di vostra competenza al Centro Olos?

 

Il paziente deve rivolgersi a un neurochirurgo in presenza di dolore persistente che non passa con le cure normali, debolezza ai muscoli della gamba o perdita del controllo di vescica e intestino. La visita specialistica serve a capire se c’è una forte compressione sui nervi. Al centro olos ci occupiamo di tutte le patologie vertebrali: ernie, stenosi, spondilodistesi, fratture, tumori e scoliosi.

 

Quali sono i “campanelli d’allarme”, i sintomi da non sottovalutare, che devono spingere una persona a prenotare subito una visita neurochirurgica?

 

Un dolore che non risponde ai comuni farmaci; la presenza di danni neurologici, soprattutto se progressivi, come la difficoltà a muovere una parte o tutto l’arto o disturbi della sensibilità; la difficoltà a camminare; perdita del controllo di vescica o intestino. 

 

Una volta in ambulatorio, qual è l’iter diagnostico che seguite e quali sono oggi le principali terapie neurochirurgiche disponibili, dalle meno invasive alla chirurgia tradizionale, per trattare queste patologie?

 

Il primo passo è la visita medica specialistica dove il neurochirurgo valuterà gli esami radiologici in possesso ed eseguirà un accurato esame neurologico. Alla luce di tali valutazioni il paziente verrà indirizzato o ad un trattamento conservativo (farmaci, infiltrazioni, fisioterapia, osteopatia, riabilitazione specifica), avendo cura nel centro Olos di accompagnarlo durante tutto il decorso terapeutico per aiutarlo e responsabilizzarlo nel suo percorso verso la guarigione; o ad un trattamento chirurgico mirato alla risoluzione del problema con un ripresa post-operatoria più rapida possibile. Le principali terapie neurochirurgiche per le patologie vertebrali si dividono in trattamenti percutanei mininvasivi, tecniche microchirurgiche ed endoscopiche, e la chirurgia di fusione o a cielo aperto tradizionale.

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